A Luanda il settimo vertice Unione Africana–Unione Europea, nel 25º anniversario del partenariato. Meloni, von der Leyen e i principali leader globali ridisegnano cooperazione, sicurezza e investimenti tra i due continenti.
Si è aperto a Luanda, in Angola, il settimo vertice tra Unione Africana e Unione Europea, che coincide con il 25º anniversario del loro partenariato strategico. All’appuntamento partecipano 28 capi di Stato e di governo africani, 14 leader europei e delegazioni di dodici Stati membri dell’Ue. Presenti, tra gli altri, Ursula von der Leyen, Antonio Costa, Joao Lourenço, Antonio Guterres e, per l’Italia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, arrivata dopo il G20 di Johannesburg.
Ucraina e diplomazia globale ridisegnano l’agenda
Come già avvenuto al G20, l’agenda del summit è stata influenzata dagli ultimi sviluppi del dossier ucraino e dal piano di pace avanzato da Washington. Prima dell’avvio dei lavori, i leader europei hanno tenuto una riunione informale sull’evoluzione della crisi. Meloni ha poi partecipato alla sessione dedicata a pace, sicurezza e governance, ribadendo l’urgenza di un nuovo approccio paritario nei rapporti con il continente africano.
Meloni: “Superare il paternalismo, costruire una cooperazione nuova”
Nel suo intervento, la premier ha affermato che Europa e Africa condividono la priorità di “consolidare un nuovo modello di cooperazione”, superando gli errori del passato. Al centro della visione italiana, il Piano Mattei, “costruito insieme ai governi africani, al settore privato e alla società civile”, e oggi integrato nelle strategie europee attraverso il Global Gateway.
Meloni ha citato alcuni dei progetti più rilevanti: il Corridoio di Lobito, che collegherà Angola, Repubblica Democratica del Congo e Zambia, e l’estensione del cavo digitale Blue-Raman verso l’Africa orientale, parte di un più ampio disegno infrastrutturale che punta a integrare mercati, investimenti e opportunità regionali.
Sicurezza, migrazioni e governance
La presidente del Consiglio ha ribadito la necessità di rafforzare la cooperazione nella sicurezza delle frontiere, nel contrasto al terrorismo e nella lotta ai trafficanti di esseri umani. Secondo Meloni, i risultati già ottenuti nella riduzione dei flussi migratori irregolari e nel rafforzamento dei percorsi di migrazione legale dimostrano “che la cooperazione funziona”.
Debito e sviluppo: “Liberare l’Africa dal suo fardello”
Meloni è tornata anche sul tema del debito africano, annunciando la decisione italiana di ridurre del 50% il debito dei Paesi a reddito medio-basso nei prossimi dieci anni e di convertire integralmente quello dei Paesi meno sviluppati in investimenti. Una scelta definita “di responsabilità e giustizia”, sostenuta dall’Unione Africana e parte essenziale delle strategie di crescita del continente.
Un vertice per ridisegnare il partenariato continentale
Nel corso dei lavori, il presidente della Commissione Ua, Mahmoud Ali Youssouf, ha richiamato la necessità di un “futuro comune” in un contesto globale segnato da guerre, crisi del multilateralismo e instabilità politica. Von der Leyen ha evidenziato che Europa e Africa “hanno bisogno l’una dell’altra” e ha confermato che l’Ue ha già mobilitato oltre 120 dei 150 miliardi previsti dal Global Gateway entro il 2027.
Anche il presidente del Consiglio europeo Costa ha ricordato il valore del partenariato “da continente a continente, da popolo a popolo”, mentre il segretario generale dell’Onu Guterres ha messo in guardia contro il rischio di una nuova divisione in blocchi, auspicando riforme inclusive e più rappresentative.
Il ruolo dell’Angola e l’impegno italiano
Per l’Italia, il vertice di Luanda rappresenta un passaggio strategico: l’Angola è dal 2025 uno dei Paesi focus del Piano Mattei, con partenariati attivi in infrastrutture – tra cui il sostegno al corridoio ferroviario di Lobito – e agricoltura. L’obiettivo è un modello di cooperazione paritaria e allineato alle priorità Ue, soprattutto in termini di sicurezza e sviluppo sostenibile.
Global Gateway, investimenti e concorrenza internazionale
L’Ue resta il principale partner economico dell’Africa, con scambi per 538 miliardi di dollari nel 2023, ma affronta la crescente concorrenza di Cina e Russia. Nel frattempo Bruxelles ha annunciato 143 milioni di euro in nuovi aiuti umanitari per l’Africa sub-sahariana, destinati a Sahel, Sud Sudan, Somalia, Etiopia, Nigeria e Repubblica Centrafricana.
Prospettive
Organizzato sotto il motto “Promuovere pace e prosperità attraverso un multilateralismo efficace”, il vertice mira a rilanciare il partenariato UA-Ue in un momento cruciale per sicurezza, migrazioni, industrializzazione e transizione energetica. I lavori proseguiranno a porte chiuse e si concluderanno domani con una conferenza stampa congiunta del presidente angolano Joao Lourenço e del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.


