Sudan: tregua unilaterale delle Rsf, Al Burhan dice no

Le Forze di supporto rapido annunciano tre mesi di cessazione unilaterale delle ostilità, mentre l’esercito sudanese respinge la proposta internazionale di mediazione.

Le Forze di supporto rapido (Rsf) sudanesi hanno annunciato il 24 novembre una tregua unilaterale di tre mesi per ragioni umanitarie. La decisione arriva all’indomani del rifiuto, da parte dell’esercito regolare, di una proposta internazionale di cessate il fuoco avanzata dagli Stati Uniti insieme a Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita ed Egitto.

Il Sudan è in guerra dall’aprile 2023, quando lo scontro di potere tra il generale Abdel Fattah al Burhan, alla guida dell’esercito, e Mohamed Hamdan Dagalo, leader delle Rsf, è precipitato in un conflitto aperto. Oltre alle decine di migliaia di vittime, milioni di civili sono stati costretti a fuggire, mentre l’ONU parla della “più grande crisi umanitaria del mondo”.

Nel suo videomessaggio, Dagalo ha legato la tregua all’iniziativa diplomatica sostenuta dal presidente statunitense Donald Trump e dagli stati mediatori. Ma Al Burhan ha respinto nettamente la proposta, giudicandola “inaccettabile” per il coinvolgimento degli Emirati, da tempo accusati di appoggiare le Rsf. Secondo il capo della giunta, il piano indebolirebbe le forze armate e non garantirebbe il disarmo delle milizie.

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