Scontro USA-Venezuela: Trump ordina attacco a nave sospetta

Il presidente USA conferma la distruzione di un’imbarcazione venezuelana accusata di narcotraffico. Maduro denuncia “aggressione” e accusa Washington di voler provocare una guerra.

Escalation tra Stati Uniti e Venezuela dopo l’attacco ordinato da Donald Trump contro una nave sospettata di narcotraffico. Caracas accusa Washington di provocazioni e minaccia una risposta militare.

Le tensioni tra Stati Uniti e Venezuela tornano a salire vertiginosamente dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato la distruzione di una presunta nave del narcotraffico venezuelano in acque internazionali. L’attacco, che ha causato la morte di tre persone, è stato definito parte di una più ampia operazione contro i “cartelli della droga estremamente violenti”.

Trump ha dichiarato che l’operazione è avvenuta “su suo ordine diretto” e che vi sono “prove video e fisiche” del carico trasportato: sacchi di cocaina e fentanyl “sparsi nell’oceano”. Tuttavia, nessuna prova concreta è stata finora fornita al pubblico o a enti indipendenti.

La risposta di Caracas non si è fatta attendere. Il presidente Nicolás Maduro ha accusato gli Stati Uniti di “aggressione armata” e ha affermato che il Paese “si difenderà con tutti i mezzi necessari”. Maduro ha definito il senatore Marco Rubio – sostenitore dell’azione militare – “signore della morte e della guerra”.

La tensione è aumentata dopo una prima operazione militare statunitense, avvenuta il 2 settembre, in cui è stata colpita un’altra imbarcazione, provocando la morte di 11 persone. Rubio ha difeso quell’attacco sostenendo che vi fosse una “certezza al 100%” sul coinvolgimento della nave nel traffico di droga.

Il Venezuela ha reagito sorvolando con caccia F-16 una nave da guerra americana. In seguito, Caracas ha denunciato un nuovo episodio: il sequestro per otto ore di un peschereccio venezuelano da parte delle forze USA, definendolo un atto “ostile e illegale”.

Secondo il governo venezuelano, Washington starebbe cercando un pretesto per giustificare un’escalation militare nel Mar dei Caraibi con l’obiettivo di provocare un cambio di regime. Una teoria alimentata anche dalla recente non-ratifica da parte degli USA (e altri Paesi) della rielezione di Maduro a luglio 2024, contestata da osservatori internazionali che avrebbero registrato la vittoria del candidato dell’opposizione, Edmundo González.

Washington accusa da tempo Maduro di guidare un’organizzazione criminale nota come “Cartello del Sole” e ha offerto una taglia di 50 milioni di dollari per informazioni utili alla cattura dei suoi membri. Maduro ha negato le accuse, definendole un’operazione imperialista.

Nel frattempo, il presidente venezuelano ha chiesto alla popolazione di arruolarsi nella milizia popolare, spingendo anche i dipendenti pubblici a unirsi. Una mossa che, secondo molti osservatori, segnala un’intenzione di consolidare il potere attraverso la mobilitazione civile.

Mentre Trump lascia intendere che potrebbero esserci “ulteriori azioni” – senza escludere esplicitamente un attacco al territorio venezuelano – il mondo osserva con preoccupazione un possibile nuovo fronte di crisi geopolitica nell’emisfero occidentale.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here