Perché l’attacco israeliano a Doha ha avuto un effetto contrario

Il raid di Israele a Doha, in Qatar, per eliminare i vertici di Hamas hanno ottenuto un effetto contrario. Anche il Mossad in disaccordo con il governo israeliano.

L’attacco del governo israeliano alla leadership di Hamas a Doha, Qatar, ha ottenuto un effetto contrario a quello sperato.

Il leader di Hamas, Khalil al Hayya, obiettivo principale del blitz israeliano, è vivo.

Il Mossad, scrive il Washington Post, si è rifiutato di partecipare con i suoi agenti all’operazione di uccidere il capo di Hamas. L’agenzia di intelligence israeliana non ha inviato i suoi uomini sul campo perché non voleva interrompere le relazioni con il governo del Qatar, punto di riferimento per condurre le trattative di negoziato. Benjamin Netanyahu quindi porta a casa un rifiuto dalla più celebre agenzia di 007 di Israele.

Infine c’è il Qatar. Il governo di Doha non ha digerito l’attacco delle forze armate di Israele. E al momento non si sa ancora quella che potrebbe essere la rappresaglia.

Mentre le polemiche divampano, Israele sposta il suo raggio d’azione di nuovo sugli Houthi in Yemen. Con un’incursione aerea, l’aeronautica militare ha ucciso 35 persone, tra loro molti civili. L’esercito si difende dicendo di avere colpito solo obiettivi militari dei ribelli houthi filo-iraniani. Questi ultimi ribattono che in realtà i raid israeliani hanno colpito solo obiettivi civili.

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