Netanyahu approva nuovo piano per attacco a Gaza

Il governo israeliano è pronto a un’operazione di forza nella Striscia di Gaza. Obiettivo dell’attacco è distruggere Hamas.

Il governo di Israele ha approvato l’avvio di un nuovo piano per quella che definisce “un’operazione di forza” nella Striscia di Gaza. Obiettivo del piano è di  distruggere il movimento islamista palestinese Hamas e liberare gli ostaggi.

Secondo il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, Israele è “alla vigilia di un’invasione massiccia” di Gaza.

Il gabinetto di sicurezza israeliano avrebbe anche approvato a larga maggioranza un piano per distribuire aiuti umanitari a Gaza e impedire ad Hamas di prendere il controllo dei rifornimenti.

I dettagli del piano, scrive l’Associated Press, non sono stati formalmente annunciati, né i suoi tempi esatti e la sua attuazione sono chiari. La sua approvazione è arrivata poche ore dopo che il capo di stato maggiore israeliano aveva dichiarato che l’esercito avrebbe richiamato decine di migliaia di riservisti. Il piano potrebbe essere un’ulteriore misura israeliana per cercare di fare pressione su Hamas affinché faccia concessioni nei negoziati per il cessate il fuoco.

Un funzionario della Difesa ha affermato che il nuovo piano non entrerà in vigore prima della conclusione della prevista visita in Medio Oriente del presidente degli Stati Uniti Donald Trump questo mese, il che lascia supporre la possibilità che Israele possa accettare un cessate il fuoco nel frattempo.

2 COMMENTS

  1. Sempre più pesante la violenta prepotenza del governo israeliano in Medio Oriente in spregio del diritto internazionale, del comune senso di giustizia e della Comunità internazionale: continuazione della colonizzazione illegale nei territori occupati di Cisgiordania e Gerusalemme Est (responsabile del fallimento del processo di pace israelo-palestinese); carneficina di Gaza (con decine di migliaia di vittime prevalentemente civili) ben oltre i limiti di una rappresaglia proporzionata ai crimini di guerra commessi da Hamas in occasione dell’azione dell’azione del 7/10/2023 ed ai criteri propri di azioni volte alla liberazione di ostaggi (fermo restando che la cattura di ostaggi è un crimine giustamente condannato dalla CPI ed il loro rilascio senza condizioni è stato giustamente richiesto dall’ONU e dalla S. Sede); interruzione unilaterale della tregua sottoscritta e rispettata dalla controparte (con ripresa della carneficina) mentre si stava per passare alla fase relativa al rilascio di tutti gli ostaggi e allo sgombero della Striscia da parte di Tsahal con prevedibile consegna di essa al governo di Ramallah; occupazione illegale della fascia cuscinetto a Est del Golan occupato e di altro territorio siriano nella zona del monte Hermon dopo estesi quanto non provocati bombardamenti sulla Siria in occasione della caduta del governo Baath; mantenimento parziale dell’occupazione nel Libano meridionale, con bombardamenti, in violazione dell’accordo di tregua sottoscritto. Di fronte a tali gravi e pericolosi eccessi è indispensabile che la Comunità internazionale, ed in particolare gli stati europei a ciò giustamente sensibili, data attuazione ai mandati d’arresto della CPI contro il capo del governo israeliano così come contro i capi di Hamas e provveduto, come di recente Irlanda, Spagna e Norvegia (aggiungendosi ad altri nove stati UE) a riconoscere lo Stato di Palestina, soprattutto adottino nei confronti dello Stato d’Israele severe ed incisive sanzioni finché un governo di quello stato non receda da quei gravi comportamenti.
    21/5/2025
    Nearco 7

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