NATO-Russia, Brauss a Ukrinform: “Per Mosca sarebbe suicida”

L’ex alto dirigente della NATO avverte che Mosca è consapevole dei rischi di un conflitto con l’Alleanza, mentre la strategia di deterrenza nucleare occidentale rimane immutata.

La strategia nucleare della NATO resta la stessa dal 2022. Lo conferma il generale Heinrich Brauss, ex alto funzionario dell’Alleanza, in questa intervista all’agenzia stampa ucraina Ukinform. Il cuore della deterrenza è ancora la combinazione tra la triade nucleare USA e le bombe tattiche americane schierate in Europa (Germania, Belgio, Paesi Bassi, Italia e Turchia).

Obiettivo: impedire un attacco russo, annullare il ricatto nucleare di Mosca e mostrare che l’Alleanza può colpire obiettivi in Russia se necessario.

Novità: il Regno Unito si prepara a un ruolo più attivo, affiancando le sue capacità strategiche sui sottomarini alla possibile partecipazione con velivoli e — eventualmente — anche con bombe B61-12. Per Brauss, questo rafforza la credibilità della deterrenza NATO.

Le “super-armi” di Putin? Oreshnik, Poseidon, Burevestnik… secondo Brauss sono soprattutto strumenti di propaganda per intimidire governi e opinioni pubbliche occidentali. Non cambiano l’equilibrio strategico né minano la capacità degli USA di rispondere con un secondo colpo devastante.

Brauss è netto: “La logica della Mutua Distruzione Assicurata resta intatta. E Mosca sa che una guerra con la NATO, soprattutto con un coinvolgimento americano, sarebbe un suicidio.”

Intanto la Russia ha testato un nuovo missile Burevestnik dal Mar Glaciale Artico, con Putin che lo definisce “senza analoghi”. Ma l’Alleanza ribadisce: la deterrenza funziona, e non si è mossa di un millimetro.

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