Mahathir a 100 anni: chi è il patriarca della Malesia moderna

Leader visionario e controverso, Mahathir Mohamad ha trasformato la Malesia, ma ha anche lasciato contraddizioni profonde che ancora oggi dividono il paese.

Il 10 luglio 2025, Mahathir Mohamad ha compiuto 100 anni. Figura imponente e padre fondatore della Malesia moderna, la sua lunga carriera politica ha plasmato — e in parte diviso — il paese che ha guidato per decenni. Medico di umili origini, Mahathir è entrato in politica negli anni ’60 e ha lasciato un segno indelebile come premier più longevo del paese e protagonista di una storica rimonta politica a 93 anni.

Un’Idea di Nazione: Il “Dilemma Malese”

Il pensiero politico di Mahathir si basa sul “Dilemma Malese”, concetto elaborato nell’omonimo libro del 1970. In esso, Mahathir reinterpretava gli stereotipi coloniali sui malesi come un problema nazionale urgente: la comunità malese, maggioritaria ma meno dinamica sul piano economico rispetto alla minoranza cinese, rischiava di rimanere indietro. La sua visione, controversa fin dalla prima edizione, ha influenzato profondamente le politiche di affirmative action in Malesia, alimentando un sistema di preferenze etniche a favore dei malesi bumiputera.

Crescita e Contraddizioni

Durante il suo primo mandato (1981–2003), Mahathir guidò un’impressionante trasformazione economica. Promosse la disciplina fiscale, investimenti stranieri e uno sviluppo infrastrutturale senza precedenti. Il paese conobbe tassi di crescita tra il 6% e il 7% annuo. Emergono, in questo contesto, una nuova élite urbana malese e una classe imprenditoriale favorita da contratti pubblici e quote riservate.

Tuttavia, ciò creò anche dipendenza e un sistema di favoritismi istituzionalizzati. Le politiche che dovevano sollevare i malesi finirono per cristallizzare le divisioni etniche e rafforzare un sistema clientelare. Il risultato fu una società polarizzata, con tensioni razziali ancora presenti a ogni tornata elettorale.

Un Ritorno Clamoroso e un’Uscita Caotica

Nel 2018, Mahathir tornò alla guida del paese a 93 anni, sconfiggendo il partito UMNO da lui stesso costruito. Si presentò come riformista, nominando figure indipendenti e anti-corruzione, come Latheefa Koya, a capo delle istituzioni. Ma gli scettici sottolinearono che il sistema che aveva prodotto scandali come il 1MDB era stato proprio forgiato sotto il suo primo governo.

La sua seconda esperienza da premier durò poco: nel 2020 si dimise, forse nella speranza che il paese lo richiamasse per stabilizzare la politica. Ma fu un errore di calcolo. Proprio come negli anni ’90, quando licenziò Anwar Ibrahim, Mahathir sottovalutò gli alleati e finì per perdere il controllo del potere.

Una Figura Ibrida tra Leader e Relitto Storico

Negli ultimi anni, Mahathir ha criticato apertamente il sistema che lui stesso ha contribuito a costruire, arrivando a biasimare i malesi per non aver saputo sfruttare le opportunità offerte. È una figura paradossale: ha reso i malesi protagonisti ma ha anche creato un sistema che li ha resi dipendenti; ha predicato l’autosufficienza, ma ha rafforzato un’economia basata su privilegi etnici.

Nelle sue dichiarazioni recenti, si definisce con ironia un “dittatore” che ha lasciato il potere due volte. Ha mantenuto relazioni con personaggi controversi come Fidel Castro e Robert Mugabe, e ammirato figure come Nelson Mandela, di cui finanziò la prima campagna politica. È stato un leader che ha saputo muoversi con disinvoltura tra diplomazia globale e complessità domestiche.

Eredità di un Secolo

Nel pieno di un’epoca in cui sempre più leader autoritari cercano legittimazione democratica, Mahathir rappresenta un caso unico. Ha guidato con pugno fermo, ma ha anche lasciato il potere. Due volte. Se fu coraggio, arroganza o ingenuità, resta dibattuto. Ma ciò che è certo è che senza capire Mahathir, non si può capire la Malesia moderna.

La sua storia è quella di un uomo, ma anche di una nazione in continua tensione tra modernità, identità etnica e ambizione politica. Un secolo dopo la sua nascita, Mahathir rimane un punto di riferimento – e un nodo irrisolto – nella storia del sud-est asiatico.

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