Prepararsi alla guerra contro la Russia. Alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza, Regno Unito e Germania sono in sintonia.
Il premier britannico Keir Starmer ha spronato l’Europa a essere pronta a combattere contro la Russia per difendere i suoi principi e valori. Dal palco della Conferenza sulla Sicurezza che si è svolta a Monaco dal 13 al 15 febbraio, Starmer ha anche fatto appello a rafforzare i legami e la cooperazione con l’Unione Europea. Le parole del capo del governo di Sua Maestà non sono rimaste isolate. Il giorno successivo, due generali di Gran Bretagna e Germania hanno invitato gli europei a preparasi alla guerra. La Russia, hanno spiegato, sta sempre più spostando i suoi militari a ovest, vicini alle frontiere dell’Alleanza Atlantica.
Queste dichiarazioni in termini geopolitici hanno significati ben precisi.
In primo luogo, mostrano un’intesa anglo-tedesca che si è consolidata a Monaco nei giorni scorsi. Londra cerca una testa di ponte per rientrare in Europa e conquistare la fiducia degli europei dopo gli anni della Brexit. Soprattutto il Regno Unito studia se staccarsi da Donald Trump, ormai inaffidabile e inattendibile, e diventare uno Stato leader in Europa. La Germania vuole abbandonare il ruolo di Paese in cerca di autore degli ultimi anni. Il cancelliere Friederich Merz sta facendo di tutto per far riconoscere la leadership tedesca in Europa. Dopo Angela Merkel, la Germania è rimasta in ombra in politica estera. Merz, che della Merkel fu un avversario politico pur essendo nello stesso partito, vuole un un ruolo di primo piano per Berlino. Così anche lui è in cerca di alleati, che ha trovato al momento nel Regno Unito di Starmer e nell’Italia di Giorgia Meloni.
In secondo luogo, inglesi e tedeschi mandano a dire a Donald Trump che sono pronti a combattere Vladimir Putin anche senza l’ombrello Usa. Ciò implica un incremento della spesa per armamenti, che gli europei hanno già programmato entro il 2030 quando i bilanci degli Stati d’Europa avranno tutti previsto un aumento della spesa militare. Soprattutto, fanno sapere a Trump che se è vero che non è scontato il soccorso americano ai fini della sicurezza collettiva prevista dall’articolo 5 dello statuto della Nato, è anche vero che neppure è scontato il soccorso europeo agli Usa. L’Europa insomma si riarma e si difende da sola nonostante qualche iindeciso (Italia) o doppiopesista (Ungheria).


