La Nigeria contro i jihadisti: raid uccide 35 miliziani

L’esercito nigeriano lancia raid aerei contro i miliziani al confine con il Camerun. L’appello della società civile per sconfiggere le bande jihadiste e quelle criminali.

In Nigeria i raid aerei dell’esercito hanno ucciso 35 jihadisti nella parte nord-orientale del Paese vicino al confine con il Camerun. I bombardamenti dei caccia nigeriani sono avvenuti in quattro aree della regione di confine per prevenire il tentativo dei jihadisti di attaccare le truppe di terra. Una settimana prima l’esercito aveva reso noto di avere ucciso almeno 600 miliziani in otto mesi.

Il governo nigeriano è impegnato da anni a combattere le milizie jihadiste attive sul territorio. Tra queste la più violenta è quella di Boko Haram, vicina all’Isis anche se oggi ha perso parte della sua leadership e della sua forza propulsiva. Nel Paese sono operative anche bande criminali e conflitti tribali che spesso sfociano in rapimenti e stupri.

Boko Haram si espande nel centro nord della Nigeria

Gli Stati Uniti stanno dando supporto all’esercito nigeriano nella lotta contro i jihadisti fornendo armi e strutture. il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha approvato la vendita di armi per un valore di 346 milioni di dollari alla Nigeria per aiutarla a reprimere i disordini.

La società civile nigeriana vive con preoccupazione quanto sta accadendo nel Paese. Il 23 agosto un gruppo di personalità di spicco tra cui ex-politici, imprenditori e rappresentanti della società civile hanno fatto un appello per affrontare la situazione. Ci sono aree della Nigeria, hanno scritto nell’appello, dove si vivono massacri da tempo di guerra. Nella dichiarazione si cita un rapporto di Amnesty International di maggio che riporta che almeno 10.217 persone sarebbero state uccise nei due anni di mandato del presidente  Bola Tinubu.

La richiesta dei promotori dell’appello è quella di istituire una task force presso la presidenza con maggiori poteri al fine di controllare le zone oggetto di massacri compiuti da Boko Haram ma anche dal gruppo separatista vicino anch’esso all’Isis nella parte nordorientale del Paese.

Il think tank Institute for Security Studies ha rilevato che almeno 15 attacchi jihadisti sono stati registrati finora quest’anno in aree vicino al confine della Nigeria con Camerun e Niger.

Secondo le Nazioni Unite, oltre 35.000 persone sono state uccise e due milioni sono state sfollate a causa del conflitto.

L’esercito ha dichiarato di aver condotto anche raid aerei contro i cosiddetti “banditi” – termine con cui in Nigeria si indicano le bande criminali – nello stato nord-occidentale di Katsina. L’operazione ha portato alla liberazione di 76 ostaggi, tra cui donne e bambini. La settimana prima c’è stato un attacco nel villaggio di Unguwan Mantau, nello stesso stato di Katsina, quando uomini armati hanno aperto il fuoco contro i fedeli in una moschea e contro gli abitanti nelle case vicine. L’attacco ha provocato almeno 50 morti e il rapimento di circa 60 persone – alcune delle quali liberate nell’operazione militare.

Katsina e lo stato confinante di Zamfara sono stati i più colpiti dai banditi nel nord-ovest, con il maggior numero di vittime e di sfollati.

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