La Moldavia esce dalla Comunità degli Stati Indipendenti (CSI)

La presidente Sandu firma la legge che fa ritirare la Moldavia dalla Comunità degli Stati Indipendenti, nata nel 1991 sulle ceneri dell’Urss e che raggruppa quasi tutte le ex Repubbliche sovietiche.

Con una mossa a sorpresa ma comunque attesa, la Moldavia esce ufficialmente dalla Comunità degli Stati Indipendenti (Csi), guidata dalla Russia.

La presidente moldava Maia Sandu, al suo secondo mandato, ha firmato la legge per ritirare il suo Paese dal Csi. La legge è entrata in vigore l’8 aprile.

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Questa scelta rientra negli sforzi della Moldavia per allontanarsi dall’orbita russa e aderire all’Unione Europea. La Moldavia ha ottenuto lo status di paese candidato all’UE nel 2022 e ha avviato ufficialmente i negoziati di adesione nel 2024.

La Comunità degli Stati Indipendenti, istituita nel 1991, comprende, oltre alla Moldavia, Russia, Bielorussia, Armenia, Azerbaigian, Kazakistan, Uzbekistan, Tagikistan e Kirghizistan. Il Turkmenistan è membro associato. La Georgia si è ritirata dalla CSI in seguito all’invasione russa del paese nel 2008.

L’Ucraina non ha mai ratificato il trattato della CSI, ma ne è stata membro di fatto fino all’invasione russa della Crimea e del Donbass nel 2014. Kiev si è gradualmente ritirata dal blocco tra il 2014 e il 2018.

La CSI nacque dalla ceneri dell’Unione Sovietica. Nell’agosto del 1991 avenne un cambiamento di fondo all’interno dell’Urss. Il Pcus, il partito comunista russo, venne sciolto ufficialmente. Nacque da ciò un sistema pluralistico, anche se con rapporti di forza instabili e non consolidati tra le varie forze politiche. Arrivarono al governo forze nuove capeggiate da Boris Yeltsin, che fu presidente e primo ministro della Repubbolica russa. Il tentato golpe dell’agosto 1991, che portò al rapimento di Mikhail Gorbacev, promosso da forze reazionarie, fu un insucesso e aprì la strada per lo scioglimento dell’Urss e la nascita della Comunità degli Stati Indipendenti.

Così, l’8 dicembre 1991, con l’accordo di Belaveza, lungo il confine tra Polonia e Bielorussia, i capi di Stato di Bielorussia, Russia e Ucraina firmarono la nascita della Comunità degli Stati Indipendenti e sancirono la fine ufficiale dell’Urss. Il 21 dicembre dello stesso anno, tutte le Repubbliche ex-sovietiche già ricordate più sopra, aderirono alla CSI.

L’abbandono della CSI da parte della Moldavia segna una rottura netta con Vladimir Putin e mette la Moldavia ancora di più a rischio.

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