
Un treno elettrico su un ponte galleggiante unico al mondo, record di utilizzo post-pandemia e un piano da 54 miliardi di dollari: il caso Seattle tra innovazione urbana, ritardi e tensioni politiche.
La metropolitana di Seattle corre sull’acqua (e contro il tempo)
Costruire una linea ferroviaria su un ponte galleggiante non è esattamente un’operazione di routine. Eppure, a Seattle, i treni elettrici della Link Light Rail hanno iniziato a percorrere il ponte flottante della Interstate 90, sospeso sulle acque del lago Washington. È il primo sistema di metropolitana leggera al mondo a transitare su una struttura di questo tipo.
Per rendere possibile l’attraversamento, due corsie stradali del ponte sono state riconvertite per ospitare convogli a quattro carrozze. Gli ingegneri hanno dovuto progettare supporti curvi e rotanti, capaci di adattarsi ai movimenti continui del ponte, sollecitato da vento e onde. A questo si aggiunge un sofisticato sistema di protezione catodica, pensato per intercettare le correnti elettriche vaganti e rallentare la corrosione dei giganteschi pontoni di cemento che sorreggono la struttura.
«Un dosso per un’auto è fastidioso, per un treno è un deragliamento», ha spiegato Ryan Avery, del Washington State Transportation Center dell’Università di Washington, sintetizzando il livello di precisione richiesto dal progetto.
La “Crosslake Connection” e l’espansione verso est
Il passaggio sul lago è solo uno dei tasselli più complessi della 2 Line, una nuova linea da 14 miglia (circa 22 chilometri) che collegherà Seattle ai sobborghi tecnologici di Bellevue e Redmond, sede del quartier generale mondiale di Microsoft. L’opera, dal costo complessivo di 3,7 miliardi di dollari, era stata approvata dagli elettori nel 2008 e inizialmente prevista per il 2020.
I ritardi non ne hanno però ridimensionato il valore strategico. Secondo il Consiglio regionale del Puget Sound, la linea è cruciale per ridurre la congestione stradale e sostenere lo sviluppo economico di un’area in cui si concentrano università, centri di ricerca e colossi della tecnologia come Amazon e Microsoft.
Una crescita senza precedenti negli Stati Uniti
A sedici anni dall’apertura della prima tratta, nel 2009, il sistema Link è nel pieno di una espansione multimiliardaria, finanziata in gran parte da misure fiscali approvate dai cittadini nel 2008 e nel 2016.
Oggi la 1 Line, l’asse nord-sud, si estende per 41 miglia grazie a:
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un’estensione da 3 miliardi di dollari verso Lynnwood, aperta nel giugno 2025
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un prolungamento da 2,5 miliardi verso Federal Way, inaugurato a dicembre
A queste si aggiunge un segmento orientale della 2 Line, attivo in fasi successive negli ultimi 18 mesi.
Il risultato è evidente nei numeri: +24% di passeggeri rispetto al 2019, la miglior ripresa post-pandemia tra tutti i sistemi di metropolitana leggera statunitensi. Nell’ottobre scorso, i viaggiatori hanno superato i 3,4 milioni, contro i 3 milioni dello stesso periodo del 2024.
Secondo gli analisti urbani, se il trend continuerà, Seattle potrebbe presto diventare la città con il più alto utilizzo di light rail negli Stati Uniti, nonostante un sistema relativamente giovane.
Politica favorevole, ma pianificazione discutibile
La crescita del trasporto su ferro riflette anche un contesto politico storicamente favorevole ai mezzi pubblici. Seattle ha costruito per decenni una delle reti di autobus più efficienti del Paese, abituando i cittadini all’uso del trasporto collettivo e riducendo lo stigma spesso associato ai bus in altre metropoli americane.
Tuttavia, proprio mentre i treni attirano nuovi utenti, Sound Transit è travolta dalle polemiche. I costi di costruzione sono aumentati ben oltre le previsioni iniziali, creando un buco di bilancio stimato in circa 30 miliardi di dollari. Alcune estensioni approvate nel 2016 rischiano ora di essere ridimensionate o rinviate.
Particolarmente contestati sono i nuovi tratti verso Ballard e West Seattle: il primo, lungo appena 7,7 miglia, ha visto il costo lievitare fino a 22 miliardi di dollari, mentre il secondo ha superato i 7,9 miliardi.
«Solo New York costruisce infrastrutture più costose», ha osservato Eric Goldwyn, esperto di costi del trasporto urbano alla New York University.
Tra urbanistica, casa e disuguaglianze
Uno degli elementi più innovativi del modello Seattle è il legame tra metropolitana e politiche abitative. Una legge statale impone a Sound Transit di destinare l’80% dei terreni in surplus alla costruzione di alloggi, in gran parte a canone calmierato. Finora sono stati realizzati o pianificati oltre 2.500 appartamenti, con un contributo diretto anche di Amazon.
Il successo di quartieri come Redmond, che ha pianificato in anticipo densità e sviluppo attorno alle stazioni, dimostra l’efficacia di questo approccio. Ma non ovunque è andata così. In alcune aree suburbane le stazioni sorgono lungo le autostrade, circondate da parcheggi, rendendo difficile l’accesso a piedi e limitando l’impatto urbanistico.
La nuova sindaca di Seattle, Katie Wilson, ha inoltre criticato le tratte urbane a raso, dove i treni condividono la strada con il traffico, aumentando il rischio di incidenti e penalizzando i quartieri a basso reddito.
Un banco di prova imminente
Il futuro della light rail di Seattle sarà messo alla prova già nel breve periodo. Nell’estate del 2026 la città ospiterà circa 750.000 tifosi per le partite dei Mondiali di calcio FIFA, un evento che testerà la resilienza, la sicurezza e l’affidabilità dell’intero sistema.
Nel frattempo, Sound Transit ha avviato una ristrutturazione interna per accelerare i progetti, contenere i costi e migliorare l’esperienza dei passeggeri. Resta però aperta una domanda centrale: Seattle riuscirà a completare la più grande espansione di metropolitana leggera degli Stati Uniti senza perdere il consenso dei cittadini?
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