Macron all’ONU riconosce la Palestina. Parigi si unisce a una coalizione crescente di nazioni occidentali, ma Israele condanna il gesto diplomatico come controproducente.
NEW YORK – In un momento di crescente isolamento internazionale per Israele, la Francia ha annunciato all’ONU il riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina. L’annuncio, avvenuto durante un vertice a New York, segna un passo significativo nella diplomazia europea e si unisce a una tendenza che ha visto negli ultimi giorni altre nazioni occidentali compiere lo stesso passo.
Un gesto per la pace, senza impatto sul campo
Il riconoscimento formale, che arriva a quasi due anni dall’inizio del conflitto a Gaza, segue le mosse di Regno Unito, Canada e altri alleati che hanno compiuto lo stesso gesto diplomatico nelle ore precedenti. Sebbene la decisione possa rafforzare il morale dei palestinesi, gli osservatori internazionali sottolineano che il suo impatto pratico sul conflitto sarà probabilmente limitato.
“Dobbiamo aprire la strada alla pace,” ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron, sottolineando la necessità di preservare la possibilità di una soluzione a due Stati, con Israele e Palestina che vivano fianco a fianco in pace e sicurezza. L’annuncio è stato accolto da un lungo applauso da parte dei delegati presenti.
L’opposizione di Israele e Stati Uniti
Il governo israeliano, guidato dall’esecutivo più a destra della sua storia, ha respinto con forza l’idea di uno Stato palestinese, dichiarando che tali riconoscimenti minano le prospettive di una risoluzione pacifica del conflitto. Funzionari israeliani stanno valutando possibili ritorsioni contro la Francia e altri paesi, inclusa la potenziale annessione di parti della Cisgiordania occupata, un’opzione che potrebbe mettere a rischio gli accordi diplomatici esistenti con gli Emirati Arabi Uniti.
Gli Stati Uniti, pur continuando a sostenere la soluzione a due Stati in linea di principio, hanno boicottato l’incontro, e il Segretario di Stato Marco Rubio ha avvertito che il riconoscimento unilaterale creerebbe ulteriori problemi anziché risolverli. L’ambasciatore israeliano all’ONU, Danny Danon, ha ribadito che il destino dei territori dovrebbe essere negoziato direttamente tra le parti.
Un movimento diplomatico in crescita
Il riconoscimento francese si inserisce in un’ondata di iniziative simili che ha coinvolto anche paesi come Andorra, Belgio, Lussemburgo, San Marino e Malta. Il presidente palestinese Mahmoud Abbas, intervenuto al vertice in videocollegamento a causa del rifiuto di un visto per gli Stati Uniti, ha lanciato un appello a tutte le nazioni a seguire l’esempio, chiedendo il pieno riconoscimento della Palestina come membro a pieno titolo delle Nazioni Unite.
Attualmente, la delegazione palestinese gode dello status di osservatore ma non ha diritto di voto all’ONU. Un’adesione completa richiederebbe l’approvazione del Consiglio di Sicurezza, dove gli Stati Uniti mantengono il diritto di veto, rendendo il percorso ancora lungo e incerto.
Mentre una maggioranza di paesi europei ha ormai riconosciuto lo Stato palestinese, nazioni come Germania e Italia rimangono cautamente a distanza. La Germania, pur criticando le politiche israeliane, ritiene che il riconoscimento debba essere il risultato di un processo politico concordato, mentre l’Italia ha definito il gesto “controproducente.” La crescente urgenza di agire, tuttavia, riflette il timore che la soluzione a due Stati possa svanire per sempre se non si interviene prontamente.


