Perché Trump vuole la Groenlandia

Il presidente degli Stati Uniti continua a rivendicare le sue ambizioni sull’isola danese. Perché Trump vuole la Groenlandia.

Donald Trump continua a insistere sulla Groenlandia. In questi giorni ha annunciato l’avvio dei colloqui sull’isola, auspicando un’intesa che soddisfi sia gli interessi statunitensi sia quelli europei e danesi. I colloqui sono stati concordati tra il presidente Usa e il segretario generale della Nato Mark Rutte nel loro incontro a margine del Forum Economico Mondiale di Davos.

Il presidente Usa aveva lanciato l’interesse Usa sulla Groenlandia già durante la campagna elettorale presidenziale. All’inizio del 2025 era tornato a rivendicare le ambizioni americane sull’isola, che è sotto la sovranità della Danimarca.

“Gli Stati Uniti hanno bisogno dell’isola per motivi di sicurezza nazionale”, aveva detto Trump, aggiungendo che “ne abbiamo bisogno e dobbiamo averla”. Questa dichiarazione fu fatta il 26 marzo 2025 alla vigilia della visita del 28 marzo del vicepresidente James David Vance alla base spaziale Pituffik (gestita dagli Usa), in Groenlandia.

La premier danese e il primo ministro della Groenlandia, Mute Egede, avevano criticato la visita della delegazione statunitense considerandola un’interferenza straniera. Ci volle l’intervento diplomatico del ministro degli esteri danese, Lars Lokke Rasmussen a calmare le acque. Rasmussen, con astuzia diplomatica, disse di avere gradito la scelta Usa di limitare la visita alla sola base aerospaziale americana. La visita del vice-presidente Usa in Groenlandia, programmata da tempo, si svolse in un clima particolare perché il Partito Democratico dell’isola, una forza di opposizione di centro-destra, vinse a sorpresa le elezioni politiche.

Ma torniamo alla questione della Groenlandia. L’isola ha una condizione politica di semi-autonomia, pur essendo sotto la sovranità danese. La questione dell’indipendenza e le minacce di Trump hanno dominato, come già detto, tutta la campagna elettorale.

Secondo alcuni sondaggi risalenti a inizio 2025, quasi l’80% dei groenlandesi – stando alla BBC- sostiene l’indipendenza dalla Danimarca. Un sondaggio d’opinione condotto a gennaio 2025 ha rilevato, sempre secondo la BBC, che l’85% dei groenlandesi ha respinto l’idea di entrare a far parte degli Stati Uniti, contro il 6% che la voleva. Il resto era indeciso.

Una frase che gli abitanti dell’isola hanno ripetuto più volte nelle diverse manifestazioni è la seguente: “La Groenlandia appartiene ai groenlandesi. Quindi, Trump può visitarla, ma questo è tutto”.


Perché Trump vuole la Groenlandia

Gli Stati Uniti hanno da tempo mantenuto un interesse per la sicurezza in Groenlandia. Dopo che la Germania nazista occupò la Danimarca continentale durante la seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti invasero la Groenlandia, stabilendo stazioni militari e radiofoniche in tutto il territorio. Dopo la guerra, le forze statunitensi rimasero in Groenlandia. La base spaziale Pituffik, precedentemente nota come base aerea Thule, è gestita dagli Stati Uniti da allora.

Nel 1951, un accordo di difesa con la Danimarca garantì agli Stati Uniti un ruolo significativo nella difesa del territorio, incluso il diritto di costruire e mantenere basi militari.

“Se la Russia dovesse inviare missili verso gli Stati Uniti, la via più breve per le armi nucleari sarebbe attraverso il Polo Nord e la Groenlandia”, ha affermato Marc Jacobsen, professore associato presso il Royal Danish Defence College. “Ecco perché la base spaziale Pituffik è immensamente importante per difendere gli Stati Uniti”.

Cina e Russia hanno iniziato a rafforzare le loro capacità militari nell’Artico negli ultimi anni, secondo un documento dell’Arctic Institute. Il documento chiedeva agli Stati Uniti di sviluppare ulteriormente la propria presenza nell’Artico per contrastare i propri rivali.

Sempre a gennaio 2025, il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen ha dichiarato che la Danimarca era aperta a colloqui con gli Stati Uniti, aggiungendo che Washington aveva interessi “legittimi” nella regione. “Vediamo una Russia che si sta armando. Vediamo una Cina che sta anche iniziando a interessarsi”, ha detto Rasmussen.

È probabile che Trump sia anche interessato al potenziale minerario della vasta massa continentale della Groenlandia, ha aggiunto Jacobsen, in particolare ai minerali di terre rare nel sud.

La Groenlandia, circa 56000 abitanti per lo più indigeni Inuit, si trova nella regione artica. Con una superficie coperta di ghiaccio all’80%, la maggior parte delle persone vive nella costa sud-occidentale attorno alla capitale Nuuk. L’isola ospita basi militari danesi e americane. La sua economia si basa principalmente sulla pesca ma anche sulle sovvenzioni economiche che arrivano dal governo danese che investe circa un quinto del suo Pil in Groenlandia. Negli ultimi anni l’interesse verso le risorse naturali groenlandesi è aumentato. Soprattutto verso le miniere di minerali rari, di uranio e ferro.

Situata geograficamente nel Nord America, la Groenlandia è controllata dalla Danimarca, a 3.000 km di distanza, da circa 300 anni. L’isola è stata governata come una colonia fino alla metà del XX secolo. Per gran parte di questo periodo, è rimasta isolata e povera.

Nel 1953, è stata resa parte del Regno di Danimarca e i groenlandesi sono diventati cittadini danesi.

Nel 1979, un referendum sull’autonomia ha dato alla Groenlandia il controllo della maggior parte delle politiche all’interno del territorio, con la Danimarca che ha mantenuto il controllo sugli affari esteri e sulla difesa.

Sebbene la retorica del presidente Trump possa sembrare esagerata, una serie di presidenti degli Stati Uniti ha cercato di ottenere il controllo della Groenlandia per più di un secolo.

“Gli Stati Uniti hanno provato più volte a cacciare i danesi dalla Groenlandia e a prenderne il controllo come parte degli Stati Uniti, o almeno ad avere la piena tutela della sicurezza della Groenlandia”, ha affermato Lukas Wahden, autore di 66° North, una newsletter sulla sicurezza artica.

Nel 1867, dopo aver acquistato l’Alaska dalla Russia, il Segretario di Stato americano William H Seward guidò le negoziazioni per acquistare la Groenlandia dalla Danimarca, ma non riuscì a raggiungere alcun accordo.

Nel 1946, gli Stati Uniti si offrirono di pagare 100 milioni di dollari (equivalenti a 1,2 miliardi di dollari; 970 milioni di sterline oggi) per il territorio, ritenendo che fosse vitale per la sicurezza nazionale, ma il governo danese rifiutò. Anche Trump tentò di acquistare la Groenlandia nel 2019 durante il suo primo mandato presidenziale. Lo aveva rivelato il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg.

Sia la Danimarca che il governo della Groenlandia hanno respinto la proposta del 2019, affermando: “La Groenlandia non è in vendita”.

La nuova querelle Trump-Groenlandia ha avuto inizio pochi giorni prima dell’insediamento di Trump alla Casa Bianca. Il 9 gennaio 2025, la Danimarca ha risposto al presidente eletto Donald Trump sulla Groenlandia. Il ministro degli affari esteri danese Lars Lokke Rasmussen ha spiegato che la Groenlandia può anche ottenere l’indipendenza se i residenti lo vogliono. Ma è molto difficile che diventi uno stato degli Stati Uniti. 

Il giorno prima Trump aveva minacciato, come ho spiegato qui, di alzare i dazi alla Groenlandia al fine di convincere il governo della Danimarca a cedere il controllo della grande regione dell’Artico. La Groenlandia ha una valenza di sicurezza per gli Stati Uniti e Trump ritiene strategico avere il controllo su questa vasta zona. Da qui l’idea dei dazi per costringere il governo danese a cedere il controllo della Groenlandia. Il presidente eletto per di più ha fatto intendere che potrebbe anche usare la forza.

Il leader della Groenlandia si è incontrato nel 2025 con il re di Danimarca a Copenaghen per un confronto sulle parole del presidente eletto americano. La Groenlandia, 57000 abitanti, è la più grande isola al mondo ed ha ricchezze minerali oltre a un’importanza strategica. Soprattutto per gli Stati Uniti l’isola artica ha rilevanza per l’esercito e come base per i sistemi di missili balistici. Il botta e risposta tra Trump, Danimarca, Unione Europea e Groenlandia è proseguito per tutto il 2025 e continua nel 2026. Fino all’annuncio di Trump dell’avvio dei negoziati.

La Groenlandia appartiene alla Danimarca ed è quindi dentro la Nato. L’isola è parte della Danimarca dal 1814. Fino ad allora fu una delle colonie della corona norvegese. L’isola ha mantenuto però una forte autonomia sugli affari interni. La sua appartenenza all’Alleanza Atlantica complica ulteriormente le cose per Trump.

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