Iran-Stati Uniti: i cinque punti critici del negoziato in Pakistan

Dopo il cessate il fuoco, Washington e Teheran sono pronti per il negoziato a Islamabad. Sono cinque i punti che possono mettere in crisi i colloqui e che la diplomazia deve risolvere.

Diplomazia, si fa per dire, al lavoro per il negoziato tra Iran e Stati Uniti a Islamabad in Pakistan. Sono cinque i punti critici che sono sul tavolo dei colloqui. Gli scogli da superare sono ardui ed entra in gioco la capacità della diplomazia e la volontà della politica.

Intanto, alla vigilia del negoziato Donald Trump continua a mostrare i muscoli e manda un avvertimento agli iraniani: “Se siete ancora vivi è per negoziare”. Non sappiamo se il bullismo trumpiano sia un pressing per il negoziato voluto dal presidente oppure un messaggio mandato a Benjamin Netanyahu per mostrare al premier israeliano, che sembra il padrone di Trump, che fa filare dritto gli ayatollah.

Tutto in una notte: dall’ultimatum all’Iran al cessate il fuoco

Il vice-presidente Usa JD Vance sarà in Pakistan. La delegazione iraniana ha intanto fatto sapere che Israele deve cessare il fuoco in Libano prima dell’inizio dei negoziati. Anche il Libano parteciperà a negoziati separati con Israele, probabilmente negli Stati Uniti, purché scatti il cessate il fuoco.

Sono cinque i punti principali attorno ai quali ruota il negoziato in Pakistan.

Libano

Come abbiamo già spiegato, la questione libanese rischia di far deragliare il negoziato in Pakistan. Le autorità iraniane sono state chiare: la campagna militare israeliana contro Hezbollah, il gruppo armato sciita filo-iraniano operativo nel sud del Libano, deve finire. Gli iraniani hanno dichiarato di tenere il dito sul grilletto perché non permetteranno mai che i loro “fratelli e sorelle” libanesi siano sotto il fuoco degli israeliani. Da Washington Trump fa sapere che l’intensità dell’azione israeliana si è ridotta e che nel giro di una settimana ci saranno negoziati tra Israele e Libano nella capitale Usa.

Stretto di Hormuz

A Islamabad diventa cruciale la questione del passaggio delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz. Trump accusa gli iraniani di far passare poche navi dallo Stretto, venendo meno alla promessa di aprirlo. Al momento ci sono centinaia di navi e 20.000 mezzi marittimi bloccati nel Golfo. La questione gira anche attorno alla tentazione iraniana di mettere un pedaggio per il passaggio navale. Stati Uniti contrari a questa possibilità.

Nucleare

Uno dei motivi per cui Trump ha lanciato la campagna contro l’Iran è stato proprio quello di impedire che Teheran si dotasse di una bomba atomica. L’Iran ha sempre negato di voler costruire una bomba, anche se molti governi occidentali sono scettici su questa posizione iraniana. L’Iran insiste sul fatto che, in quanto firmatario del Trattato di non proliferazione nucleare, ha il diritto di arricchire l’uranio per scopi civili. La proposta iraniana in 10 punti, che Trump ha definito “una base praticabile su cui negoziare”, include la richiesta di riconoscimento internazionale dei suoi diritti di arricchimento. Il piano in 15 punti di Trump richiede all’Iran di “porre fine a qualsiasi arricchimento dell’uranio sul suolo iraniano”. Ci sono voluti anni ai negoziatori internazionali per raggiungere il Piano d’azione congiunto globale (JCPOA) del 2015, che ha affrontato questa spinosa questione in modo estremamente dettagliato.

Alleanze regionali dell’Iran

L’Iran ha una rete di alleati nella regione mediorientale e del Golfo che definisce come “la difesa in avanti”. Per Israele si tratta invece “dell’asse del male”. Tra gli alleati iraniani nella regione c’è Hezbollah in Libano, gli Houthi in Yemen, Hamas a Gaza e una serie di milizie in Iraq. Questo supporto comporta uno sforzo economico notevole e molti iraniani preferirebbero che il loro governo spendesse meno in avventurismi all’estero e imnvestisse di più internamente. Fare questo significherebbe per l’Iran spendere di meno per i suoi alleati. Attualmente non ci sono molti segnali di rinuncia dalle autorità iraniane a supportare i partner regionali.

Sanzioni

La Repubblica Islamica dell’Iran sopporta da anni il peso di sanzioni internazionali. Alla base di qualsiasi futuro accordo c’è quindi per l’Iran l’eliminazione delle sanzioni. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Qalibaf, ha chiesto che gli oltre 120 miliardi di dollari in asset iraniani congelati siano sbloccati prima dell’inizio del negoziato a islamabad. Appare comunque improbabile che l’amministrazione Trump sia disposta a fare una concessione così forte solo per far iniziare il negoziato.

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