Il blocco energetico su Cuba fa chiudere la vita notturna a L’Avana

La narrazione dell’Associated Press è impressionante. Le ampie strade dell’Avana sono vuote di notte. I teatri sono chiusi. Bar e caffè hanno le serrande abbassate. È difficile trovare luci nelle strade o cubani che guadagnano intrattenendo i turisti.

E’ la conseguenza dell’embargo petrolifero imposto dalla seconda amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ma anche della più grave crisi economica dell’isola degli ultimi decenni. La vita notturna della città, un tempo vivace, è diventata silenziosa.

Nel 2016 gli allora presidenti Barack Obama e Raúl Castro trovarono un accordo per diminuire le restrizioni sui viaggi degli statunitensi a Cuba. Grazie all’intesa, il turismo è aumentato e il denaro è affluito sull’isola. Un piccolo numero di imprenditori ha aperto nuove attività private consentite e acquistato veicoli moderni importati, che condividevano le strade con le auto d’epoca degli anni ’50.

Nel 2018 avviene il record per Cuba. Circa 4,7 milioni di turisti è arrivato sull’isola. Gli alloggi alberghieri erano così saturi che, racconta l’Ap, viaggiatori senza sistemazione venivano visti dormire in un parco nella piccola cittadina occidentale cubana di Viñales, che attira migliaia di turisti e scalatori grazie alle sue scenografiche scogliere calcaree.

Oggi, la vendita di benzina è limitata a 20 litri (5 galloni) per veicolo e i proprietari possono aspettare mesi per fare rifornimento. Gli autobus smettono di circolare alle 18 e compagnie aeree internazionali, tra cui Air France, Air Canada e Iberia, hanno smesso di volare verso L’Avana perché non possono rifornirsi lì. Il rumore delle auto è scomparso nel quartiere benestante di El Vedado. Il governo cubano ha registrato l’arrivo di 77.600 turisti a febbraio, in calo rispetto ai 178.000 dello stesso mese dell’anno precedente.

A differenza dei suoi predecessori democratici, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha inasprito le sanzioni economiche contro Cuba, chiedendo la fine della repressione politica, la liberazione dei prigionieri politici e una liberalizzazione dell’economia dell’isola, in difficoltà.

L’aggravarsi della crisi ha portato a blackout persistenti, tagli al sistema statale di razionamento alimentare e gravi carenze di acqua e medicine, trasformando la vita quotidiana in una prova per molti dei 10 milioni di abitanti dell’isola. Tra il 2021 e il 2024, circa 1,4 milioni di cubani hanno lasciato il Paese — per lo più giovani, ma anche musicisti, attori, ballerini e altri artisti che animavano la vita notturna dell’Avana.

A gennaio, gli Stati Uniti hanno catturato l’allora presidente Nicolás Maduro del Venezuela, che era il principale fornitore di petrolio di Cuba. L’amministrazione Trump ha interrotto quella fornitura e ha minacciato di imporre dazi ai Paesi che vendono petrolio a Cuba, lasciando l’isola senza consegne fino all’arrivo di una petroliera russa a marzo.

Per imprenditori e proprietari di attività in tutta l’isola, la vita è diventata difficile: il turismo è crollato e le speranze di vendere beni a prezzi accessibili ai propri connazionali si sono infrante contro una realtà economica molto più dura.

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