Vertice a Londra a 3 per trovare una nuova strategia sul conflitto ucraino. Francia, Germania e Regno Unito invitano anche il presidente ucraino. Obiettivo: accelerare il pressing diplomatico e politico per cessare il conflitto.
Qualcosa si muove, pur a rilento, sul fronte diplomatico per mettere fine alla guerra in Ucraina. Se da un lato si assiste alle solite giravolte e retromarce di Vladimi Putin, dall’altro tre Paesi europei provano a rilanciare il percorso diplomatico dopo l’evidente rinuncia di Donald Trump a trovare soluzioni al conflitto.
Emmanuel Macron, Keir Starmer e Frederick Merz si incontrano a Londra per mettere sul tavolo la nuova strategia per fermare conflitto. Partecipa anche Volodymyr Zelensky. Dopo l’ultimo fallito tentativo del presidente ucraino di chiedere un incontro a Putin, l’iniziale apertura del presidente russo e, come da routine, successiva retromarcia, Francia, Germania e Regno Unito hanno deciso di prendere in mano la situazione senza aspettare Stati Uniti o il resto dell’Europa. Certo, il gruppo dei volenterosi sarà coinvolto ma la regia resterà nelle mani dei tre big europei.
La svolta della strategia sta nel fatto che non si faranno solo proposte a Putin, ma queste saranno accompagnate da un pressing politico (e militare grazie all’Ucraina) per mettere in crisi internamente il leader russo. La strategia nasca dalla consapevolezza che la Russia, e la leadership che la governa in particolare, stia attraversando un periodo di profonda crisi.
L’esercito russo non è avanzato di un centimetro da mesi, mentre la controffensiva ucraina in Crimea sta portando risultati positivi. Gli attacchi delle forze di Kiev in profondità sul territorio russo hanno lasciato il segno e dentro il Paese sono in molti a preoccuparsi del fatto che gli ucraini riescono a raggiungere obiettivi russi come e quando vogliono. La situazione economica è in stallo e non è previsto alcuno sviluppo, come ha ammesso lo stesso Putin durante il Forum Economico Internazionale in corso a San Pietroburgo. Stando ai media internazionali, l’insofferenza degli imprenditori russi è in aumento. Soprattutto dopo i ripetuti recenti blocchi di internet che hanno impedito affari e vendite alle imprese.
Insomma Putin si sarebbe infilato da solo in un gran pantano da cui fatica a uscire. Inoltre in Europa non ha più l’appoggio dell’amico Orbàn e il nuovo premier ungherese, Peter Magyar ha già fatto intendere che toglierà il veto all’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea. Quindi i tre leader sono convinti di mantenere un formato snello per agire in fretta anche con misure severe verso la Russia, tenendo informati gli altri paesi che saranno coinvolti in un secondo momento. L’aspetto critico restano gli Stati Uniti. L’America non puiò non essere coinvolta e deve esserci. Non si può immaginare di studiare un sistema di garanzie del territorio ucraino in caso di negoziato senza avere come garante gli Stati Uniti.


