Il partito dell’ex presidente Radev, filo-russo e euroscettico, ottiene il 44,7% dei voti.
In Bulgaria il partito dell’ex-presidente filo-russo Rumen Radev va oltre ogni previsione di exit-poll alle elezioni parlamentari. Bulgaria Progressista, questo il nome del partito, risulta il vincitore delle elezioni con il 47,7% (39% secondo gli exit-poll), mentre il partito Gerb dell’ex-primo ministro Boyko Borissov si ferma al 13,4%. Il Partito Liberale si attesta al 12,8 per cento, il “Dps-Nuovo Inizio” che rappresenta la minoranza turca ha raggiunto il 6,7%, mentre i Nazionalisti di estrema destra sono al 4,3%. Sono fuori dal parlamento i Socialisti che non hanno superato la soglia di sbarramento del 4% (hanno ottenuto circa il 3%). Il partito di Radev si assicura la maggioranza dei seggi parlamentari, circa 130 sui 240 disponibili.
Le elezioni in Bulgaria hanno avuto al centro della campagna elettorale la lotta alla corruzione e la fine di governi deboli e instabili che hanno sempre breve durata. Se le percentuali degli sono confermate, Bulgaria Progressista avrebbe comunque bisogno di coalizzarsi con altri partiti per governare.
Radev è un euroscettico già pilota di caccia. Si è sempre opposto al sostegno militare all’Ucraina e agli interventi bellici di Kiev contro la Russia. Si è dimesso dalla presidenza della Repubblica a gennaio 2026 per potersi candidare alle elezioni. Nel mese di dicembre si era anche dimesso il governo dopo le proteste di massa contro la corruzione e per la situazione economica.
La Bulgaria ha votato otto volte per il Parlamento negli ultimi cinque anni.


