Incontri tra USA, Russia e alleati di Kyiv rilanciano il dibattito sul piano di pace sostenuto da Washington, mentre Zelensky apre al dialogo e Mosca mantiene il suo rifiuto.
Si è aperta una nuova fase di intensa attività diplomatica attorno al conflitto in Ucraina. Ad Abu Dhabi si incontrano rappresentanti degli Stati Uniti e della Russia, un contatto raro e particolarmente significativo data la tensione geopolitica degli ultimi mesi.
Parallelamente, il primo ministro britannico Keir Starmer guiderà una riunione virtuale con i principali alleati dell’Ucraina, con l’obiettivo di riallineare le posizioni occidentali mentre cresce la pressione per trovare una via negoziale alla guerra.
A confermare il momento cruciale è anche la possibilità – definita “nei prossimi giorni” dal capo della sicurezza ucraina – di un incontro tra il presidente Volodymyr Zelensky e il presidente statunitense Donald Trump. Un faccia a faccia che potrebbe rappresentare un’accelerazione significativa nelle discussioni sul futuro del conflitto.
Il recente attivismo diplomatico arriva dopo una serie di colloqui intensi su un piano di pace sostenuto da Washington. La proposta, nella sua prima versione, aveva ricevuto forti critiche sia da Kyiv sia da diversi leader europei, che temevano concessioni eccessive a Mosca o una soluzione imposta dall’esterno.
Dopo ulteriori negoziati, Zelensky ha affermato che la versione aggiornata del piano ora contiene “molti degli elementi giusti”, lasciando intendere un miglioramento rispetto ai punti più contestati. Tuttavia, la posizione di Mosca rimane rigida: il governo russo ha ribadito che il piano “non funziona per noi”, respingendo ogni ipotesi di compromesso nelle condizioni attuali.
La concomitanza di incontri tra Washington, Mosca, Londra e Kyiv suggerisce che ci si trovi in una fase delicata, in cui le grandi potenze stanno misurando i margini reali di una trattativa. Mentre l’Ucraina cerca garanzie e sostegno, gli Stati Uniti tentano di rilanciare il dialogo e l’Europa osserva con cautela, preoccupata che eventuali decisioni vengano prese senza un consenso condiviso.
Le prossime ore e i prossimi giorni potrebbero quindi rivelarsi determinanti per capire se l’attuale slancio diplomatico sia l’inizio di un percorso verso la fine della guerra o solo un’altra tappa di un conflitto ancora lontano dalla soluzione.


