Cosa prevede il piano di pace europeo per l’Ucraina

La proposta dell’Unione Europea: il piano per l’Ucraina esclude concessioni territoriali e vincoli sulla NATO, ponendosi in netta antitesi alla bozza Trump.

I paesi europei hanno messo a punto un piano di pace alternativo per porre fine alla guerra in Ucraina, un’iniziativa che si distingue nettamente da quello in 28 punti precedentemente circolato, attribuito all’amministrazione di Donald Trump. Secondo quanto riportato da The Telegraph e rilanciato da Ukrinform, la proposta europea si allinea in modo significativamente più stretto agli interessi di Kyiv, escludendo le concessioni a Mosca presenti nella versione americana.

Il documento europeo si fonda su principi ritenuti irrinunciabili per l’Ucraina. In primo luogo, non limita in alcun modo le dimensioni delle Forze Armate ucraine e non ne proibisce l’adesione alla Nato. Inoltre, la proposta chiarisce esplicitamente che Kyiv non sarà costretta ad adottare uno status di neutralità. L’Ucraina manterrebbe la piena autonomia di invitare forze “amiche” sul proprio territorio, comprese quelle di una “Coalizione dei Volenterosi”.


Cosa prevede il Piano di pace europeo per l’Ucraina

Le disposizioni chiave del piano europeo includono:

  • Un cessate il fuoco immediato e incondizionato, supervisionato da Stati Uniti e paesi europei.
  • Garanzie di sicurezza legalmente vincolanti per l’Ucraina, sul modello dell’Articolo 5 della NATO, con inclusione degli Stati Uniti.
  • Nessuna concessione territoriale: la discussione sui confini avverrà solo dopo il cessate il fuoco.
  • La restituzione del controllo di siti strategici come la Centrale Nucleare di Zaporizhzhia e la diga di Kakhovka a Kyiv.
  • La totale ricostruzione e compensazione dei danni, anche attraverso l’uso degli asset russi congelati.
  • La possibilità di imporre sanzioni automatiche a Mosca in caso di violazione dei termini di pace.

Questa iniziativa europea emerge in contrapposizione alle voci, circolate sui media americani come Axios, di un piano in 28 punti sviluppato dall’amministrazione Trump, che prevedeva presunte consultazioni segrete con la Russia. Tale piano prevedeva, per Kyiv, la cessione delle aree del Donbass sotto controllo ucraino, una riduzione dell’esercito e la rinuncia a una parte significativa degli armamenti, in cambio di non meglio definiti impegni di sicurezza da parte statunitense e europea.

Nonostante il Segretario di Stato Marco Rubio avesse inizialmente descritto il piano americano come una “lista dei desideri russa”, ritrattando in seguito e sostenendo che la proposta fosse di matrice Usa, il fronte europeo ha scelto la via di una proposta più ferma, che sostiene pienamente la sovranità e le aspirazioni di sicurezza di Kyiv.

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