Il presidente Usa presenta il suo piano di pace per Gaza ai leader arabi, che apprezzano. E promette che non permetterà a Netanyahu di occupare la Cisgiordania.
Donald Trump ha promesso ai leader arabi che Israele non occuperà la Cisgiordania. I leader arabi apprezzano e danno un giudizio positivo sul piano di pace presentato da Trump. Nonostante l’inferno di Gaza, la diplomazia è al lavoro per una soluzione alla crisi mediorientale e per prevenire ulteriori escalation. Il presidente degli Stati Uniti ha incontrato il 23 settembre i leader degli Stati arabi a margine dell’Assemblea dell’Onu. In questa occasione, il capo della Casa Bianca ha dichiarato che impedirà a Benjamin Netanyahu di annettere i territori nella riva occidentale del fiume Giordano. Ha anche presentato e consegnato un documento che contiene il suo piano per mettere fine alla guerra. Lo scrive il magazine Usa Politico.
Cosa prevede il piano Trump per la pace a Gaza
I leader arabi hanno accolto positivamente il piano di pace per Gaza di Trump. Il magazine Axios scrive che il presidente Usa ha presentato il piano per togliere Israele dall’isolamento internazionale. Il piano di Trump prevede il rilascio di tutti gli ostaggi ancora nelle mani di Hamas, un cessate il fuoco permanente, il graduale ritiro di Israele dalla Striscia di Gaza e un meccanismo di governo di Gaza senza Hamas. Sono previsti anche una forza di sicurezza che include i palestinesi ma anche soldati arabi e di altri Paesi, il finanziamento arabo per la nuova amministrazione a Gaza e per la ricostruzione, e il coinvolgimento dell’autorità palestinese.
Il fronte di guerra
Intanto, a Eliat, nel sud di Israele, il gruppo armato Houthi è tornato all’attacco con i droni. Due ordigni hanno colpito la città. Gli Houthi hanno rivendicato l’operazione, precisando che si è trattato di una risposta al genocidio israeliano a Gaza. Il gruppo di ribelli yemeniti filo-israeliano ha promesso che continuerà i suoi attacchi finché non cesserà l’aggressione israeliana. Sul fronte israeliano si inasprisce la polemica tra Gerusalemme e Parigi. Il premier Netanyahu sta valutando la chiusura dell’ambasciata francese in Israele. E’ una rappresaglia al riconoscimento di Parigi allo stato di Palestina. Il presidente francese Emmanuel Macron è convinto che gli israeliani non faranno un passo del genere. Tuttavia, il riconoscimento dello stato di Palestina va avanti. Lussemburgo, Malta, Andorra e San Marino hanno riconosciuto la Palestina.


