Cosa dice il piano Trump: i 20 punti per la pace a Gaza

La Casa Bianca ha diffuso un piano in 20 punti che propone il cessate il fuoco immediato, scambi di ostaggi e prigionieri, smilitarizzazione e un governo tecnico palestinese sotto supervisione internazionale.

La Casa Bianca ha reso noto il 30 settembre un ambizioso piano in 20 punti per porre fine alla guerra tra Israele e Gaza, che ha causato oltre 66.000 vittime palestinesi e devastato l’enclave. Il presidente statunitense Donald Trump ha proposto, durante l’incontro con il premier israeliano Benjamin Netanhyahu, un cessate il fuoco immediato, la restituzione degli ostaggi, il rilascio di prigionieri palestinesi, la smilitarizzazione della Striscia e la creazione di un governo tecnico palestinese sotto supervisione internazionale. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha già accettato la proposta, mentre Hamas non ha ancora ricevuto il documento ufficiale e non si è pronunciato. Quanto proposto da Trump riflette il piano di pace per Gaza annunciato il 25 settembre e del quale ne abbiamo parlato in questo post.


Una sintesi dei 20 punti

  1. Gaza sarà una zona libera dal terrorismo.

  2. Gaza sarà ricostruita per i civili.

  3. Se entrambe le parti accettano, la guerra termina immediatamente.

  4. Le forze israeliane si ritireranno sulla linea concordata per preparare il rilascio degli ostaggi.

  5. Tutti gli ostaggi, vivi e deceduti, saranno restituiti entro 72 ore dall’accettazione pubblica dell’accordo.

  6. Israele rilascerà 250 ergastolani e 1.700 detenuti di Gaza arrestati dopo il 7 ottobre 2023.

  7. Per ogni ostaggio israeliano i cui resti vengono restituiti, Israele consegnerà i resti di 15 palestinesi.

  8. Amnistia per membri di Hamas che deporranno le armi e accetteranno la convivenza pacifica.

  9. Sarà garantito passaggio sicuro per chi vorrà lasciare Gaza.

  10. Aiuti completi e immediati entreranno nella Striscia.

  11. La distribuzione degli aiuti sarà gestita da ONU, Mezzaluna Rossa e istituzioni neutrali.

  12. Gaza sarà amministrata temporaneamente da un comitato tecnico palestinese apolitico.

  13. Un “Board of Peace” internazionale, presieduto da Trump (con membri come Tony Blair), supervisionerà.

  14. Sarà creata una zona economica speciale per attrarre investimenti.

  15. Nessuno sarà costretto a lasciare Gaza; chi resta potrà ricostruire la propria vita.

  16. Hamas e le altre fazioni non avranno alcun ruolo nella governance.

  17. Tutte le infrastrutture militari (tunnel, fabbriche di armi) saranno distrutte e non ricostruite.

  18. Processo di smilitarizzazione verificato da osservatori indipendenti e con programmi di buy-back.

  19. Verrà dispiegata una Forza Internazionale di Stabilizzazione (ISF) per sicurezza e addestramento.

  20. Israele non annetterà Gaza e l’IDF si ritirerà gradualmente fino al completo ritiro.


    Il testo integrale dei 20 punti

    Di seguito trovi il testo completo tradotto dall’inglese così come nel documento diffuso dalla Casa Bianca, organizzato con i titoletti (in neretto).

    1. Zona deradicalizzata
      Gaza sarà una zona deradicalizzata e libera dal terrorismo che non costituirà una minaccia per i suoi vicini.

    2. Ricostruzione per la popolazione
      Gaza sarà riqualificata e ricostruita a beneficio del popolo di Gaza, che ha già sofferto più che a sufficienza.

    3. Cessate il fuoco e ritiro per il rilascio degli ostaggi
      Se entrambe le parti accettano questa proposta, la guerra terminerà immediatamente. Le forze israeliane si ritireranno sulla linea concordata per preparare il rilascio degli ostaggi. Durante questo periodo, tutte le operazioni militari, inclusi bombardamenti aerei e d’artiglieria, saranno sospese e le linee di battaglia rimarranno congelate fino a quando non saranno soddisfatte le condizioni per un ritiro completo e graduale.

    4. Restituzione degli ostaggi entro 72 ore
      Entro 72 ore dall’accettazione pubblica di questo accordo da parte di Israele, tutti gli ostaggi, vivi e deceduti, saranno restituiti.

    5. Rilascio di prigionieri da parte di Israele
      Una volta che tutti gli ostaggi saranno rilasciati, Israele rilascerà 250 detenuti condannati all’ergastolo, oltre a 1.700 abitanti di Gaza detenuti dopo il 7 ottobre 2023, incluse tutte le donne e i bambini detenuti in quel contesto. Per ogni ostaggio israeliano i cui resti vengano restituiti, Israele consegnerà i resti di 15 palestinesi deceduti.

    6. Amnistia e passaggi sicuri per membri di Hamas
      Una volta che tutti gli ostaggi saranno restituiti, ai membri di Hamas che si impegnano a una convivenza pacifica e alla dismissione delle armi sarà concessa l’amnistia. I membri di Hamas che desiderano lasciare Gaza riceveranno un passaggio sicuro verso Paesi che li accoglieranno.

    7. Aiuti completi e ricostruzione
      Con l’accettazione di questo accordo, gli aiuti completi saranno immediatamente inviati nella Striscia di Gaza. Al minimo, le quantità di aiuti saranno in linea con quanto incluso nell’accordo del 19 gennaio 2025 relativo agli aiuti umanitari, comprese la riabilitazione delle infrastrutture (acqua, elettricità, fognature), la riabilitazione di ospedali e panifici e l’ingresso delle attrezzature necessarie per rimuovere le macerie e riaprire le strade.

    8. Distribuzione degli aiuti tramite istituzioni neutrali
      L’ingresso, la distribuzione e la consegna degli aiuti nella Striscia di Gaza procederanno senza interferenze da parte delle due parti attraverso le Nazioni Unite e le sue agenzie e la Mezzaluna Rossa, oltre ad altre istituzioni internazionali non associate in alcun modo a nessuna delle parti. L’apertura del valico di Rafah in entrambe le direzioni sarà soggetta allo stesso meccanismo applicato nell’accordo del 19 gennaio 2025.

    9. Governo tecnico palestinese transitorio
      Gaza sarà governata da una governance transitoria composta da un comitato tecnico e apolitico palestinese, responsabile della gestione quotidiana dei servizi pubblici e dei municipi per la popolazione di Gaza. Questo comitato sarà composto da qualificati palestinesi ed esperti internazionali, con controllo e supervisione da parte di un nuovo organo internazionale transitorio, il “Board of Peace”, che sarà presieduto e guidato dal Presidente Donald J. Trump, con altri membri e capi di Stato che saranno annunciati, incluso l’ex primo ministro Tony Blair. Questo organismo fisserà il quadro e gestirà i finanziamenti per la riqualificazione di Gaza fino a quando l’Autorità Palestinese non avrà completato il suo programma di riforme, come delineato in varie proposte, incluso il piano di pace del presidente Trump nel 2020 e la proposta saudita-francese, e potrà riprendere in modo sicuro ed efficace il controllo di Gaza. Questo organismo adotterà i migliori standard internazionali per creare una governance moderna ed efficiente che serva il popolo di Gaza e favorisca l’attrazione di investimenti.

    10. Piano economico di sviluppo
      Sarà creato un piano economico di sviluppo, convocando un panel di esperti che hanno contribuito alla nascita di alcune delle moderne e fiorenti città-miracolo del Medio Oriente. Molte proposte di investimento e idee di sviluppo sono state elaborate da gruppi internazionali di buona volontà e saranno considerate per sintetizzare i quadri di sicurezza e governance necessari per attrarre e facilitare gli investimenti che creeranno posti di lavoro, opportunità e speranza per la futura Gaza.

    11. Zona economica speciale
      Sarà istituita una zona economica speciale, con tariffe preferenziali e condizioni di accesso da negoziare con i Paesi partecipanti.

    12. Libertà di scelta per la popolazione
      Nessuno sarà costretto a lasciare Gaza, e coloro che desiderano andare via saranno liberi di farlo e liberi di ritornare. Sosterremo e incoraggeremo le persone a restare offrendo loro l’opportunità di costruire una Gaza migliore.

    13. Esclusione di Hamas dalla governance e smantellamento infrastrutture militari
      Hamas e le altre fazioni accettano di non avere alcun ruolo nella governance di Gaza, né diretto, né indiretto, né in alcuna forma. Tutte le infrastrutture militari, terroristiche e offensive, inclusi tunnel e impianti di produzione di armi, saranno distrutte e non ricostruite. Ci sarà un processo di smilitarizzazione di Gaza sotto la supervisione di monitor indipendenti, che includerà la messa fuori uso permanente delle armi tramite un processo concordato di decommissioning, supportato da un programma internazionale finanziato di buy-back e reintegrazione, tutto verificato dai monitor indipendenti. La “Nuova Gaza” sarà pienamente impegnata a costruire un’economia prospera e a convivere pacificamente con i suoi vicini.

    14. Garanzie dei partner regionali
      I partner regionali forniranno garanzie per assicurare che Hamas e le fazioni rispettino i loro obblighi e che la Nuova Gaza non costituisca una minaccia per i Paesi vicini e per la sua popolazione.

    15. Forza Internazionale di Stabilizzazione (ISF)
      Gli Stati Uniti lavoreranno con partner arabi e internazionali per sviluppare una Forza Internazionale di Stabilizzazione temporanea (ISF) da dispiegare immediatamente a Gaza. L’ISF addestrerà e fornirà supporto a forze di polizia palestinesi selezionate a Gaza e consulterà la Giordania e l’Egitto, che hanno vasta esperienza in questo campo. Questa forza rappresenterà la soluzione di lungo termine per la sicurezza interna. L’ISF opererà con Israele e l’Egitto per aiutare a mettere in sicurezza le aree di confine, insieme alle nuove forze di polizia palestinesi addestrate. È fondamentale impedire l’ingresso di munizioni in Gaza e facilitare il rapido e sicuro flusso di beni per ricostruire e rivitalizzare Gaza. Le parti concorderanno un meccanismo di deconfliction.

    16. Nessuna occupazione o annessione israeliana;
      Israele non occuperà né annetterà Gaza. Man mano che l’ISF stabilirà controllo e stabilità, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) si ritireranno sulla base di standard e tempistiche legate alla smilitarizzazione, che saranno concordati tra IDF, ISF, i garanti e gli Stati Uniti, con l’obiettivo di una Gaza sicura che non rappresenti più una minaccia per Israele, l’Egitto o i loro cittadini. Praticamente, l’IDF consegnerà progressivamente il territorio di Gaza che occupa all’ISF, secondo un accordo con l’autorità transitoria, fino al completo ritiro da Gaza, fatta eccezione per una presenza di perimetro di sicurezza che resterà fino a quando Gaza non sarà adeguatamente sicura da qualsiasi eventuale ripresa della minaccia terrorista.

    17. Procedura in caso di ritardo o rifiuto di Hamas
      Nell’eventualità che Hamas ritardi o rifiuti questa proposta, quanto sopra, inclusa l’operazione potenziata di aiuti, procederà nelle aree liberate dall’IDF e consegnate all’ISF.

    18. Dialogo interreligioso
      Sarà avviato un processo di dialogo interreligioso basato sui valori della tolleranza e della convivenza pacifica per cercare di cambiare mentalità e narrazioni sia dei palestinesi sia degli israeliani, enfatizzando i benefici derivanti dalla pace.

    19. Percorso verso l’autodeterminazione
      Con il progresso della riqualificazione di Gaza e quando il programma di riforme dell’Autorità Palestinese sarà fedelmente attuato, potranno maturare le condizioni per una credibile via verso l’autodeterminazione palestinese e lo Stato, aspirazione riconosciuta come legittima del popolo palestinese.

    20. Dialogo politico tra Israele e Palestina
      Gli Stati Uniti istituiranno un dialogo tra Israele e i palestinesi per concordare un orizzonte politico in vista di una coesistenza pacifica e prospera.

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