Perché la visita di Putin a Pechino segna la fine della mediazione di Donald Trump.
Il presidente russo Vladimir Putin chiude definitivamente la porta sulla mediazione di Donald Trump nella guerra in Ucraina. Il capo del Cremlino non ha usato mezze parole e ha chiarito che la Russia raggiungerà i suoi obiettivi militarmente se l’Ucraina non accetta un accordo.
Il leader russo è a Pechino dove ha assistito alla grande parata militare organizzata per celebrare gli 80 anni della fine della Seconda Guerra Mondiale. Putin è ospite del presidente cinese Xi Jinping. Con loro ci sono anche il leader nordcoreano Kim Jong-un, quelli di India, Iran e Turchia. Nei giorni precedenti hanno tutti partecipato alla summit annuale della Shanghai Cooperation (Sco).
E proprio da Pechino il presidente della Russia ha risposto alla domanda di un cronista cinese che gli chiedeva se ci sarà una fine della guerra in Ucraina. Putin ha risposto che si intravede una luce in fondo al tunnel. Tuttavia, ha precisato, la pace sarà possibile se si accetta una soluzione accettabile per mettere fine al conflitto, altrimenti Mosca raggiungerà i suoi obiettivi militarmente.
A parte il fatto che Putin continua a parlare di obiettivi russi in Ucraina, che nessuno conosce di preciso, la dichiarazione mette una pietra tombale sul lavoro di Trump e sul summit in Alaska. Il presidente degli Stati Uniti ha tentato la mediazione. Ha incontrato la sua controparte russa e ha cercato di organizzare un incontro tra Putin e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
La mediazione di Trump, salvo eventuali sorprese, è un capitolo chiuso. Putin prende in giro Trump come più gli piace. Va al vertice in Alaska, dove dice che con Trump non ci sarebbe stata la guerra, ma continua a lanciare bombe sull’Ucraina. Fa credere di avere la volontà di mettere fine alla guerra ma non fa nulla per la pace. Dopo mesi si è ben guardato dall’accettare un cessate il fuoco come ha fatto Kiev su proposta dello stesso Trump. Ha fatto credere a una possibilità di un incontro con Zelensky ma fa di tutto per allontanare quella possibilità. L’ultima beffa è l’invito al presidente ucraino a incontrarsi a Mosca. Invito che il governo di Kiev ha respinto immediatamente.
Ora tocca a Trump. E’ lui che deve dimostrare come esce da questo garbuglio in cui si è infilato. Soprattutto, il presidente Usa ha due cose da fare. Primo, chiarire da che parte stare. Secondo, mettere fine a farsi prendere in giro da Putin, ne vale della sua dignità ma soprattutto di quella dell’America. Insomma Trump dovrebbe far valere quanto prima nei confronti di Putin quel “Make America great Again” che sbandiera ad ogni dove.


