Nonostante il cessate il fuoco firmato lo scorso 20 ottobre, Afghanistan e Pakistan sono vicini a una ripresa delle ostilità.
Sono almeno 10 i morti, di cui nove bambini, dopo i bombardamenti sull’est dell’Afghanistan avvenuti tra il 24 e il 25 novembre. I talebani, che controllano l’Afghanistan, accusano il Pakistan di essere il mandante del raid aereo.
Il governo di Islamabad ha smentito di avere ordinato un raid militare. Dall’esercito pakistano fanno sapere che quando il Pakistan vuole attaccare se ne assume la piena responsabilità. A Kabul rispondono che ci sarà una rappresaglia, usando fermezza e risposta adeguata.
Perché gli attentati in Pakistan minacciano la stabilità regionale
La tensione tra talebani e Pakistan è molto alta. Il 24 novembre dei morti in Afghanistan, il territorio pakistano ha subito un attentato con autobomba alla stazione di polizia con un bilancio di tre morti e una decina di feriti. I bombardamenti sull’est Afghanistan ha fatto subito pensare a una rappresaglia pakistana.
Un altro attentato l’11 novembre ha colpito il tribunale di Islamabad, causando 12 morti e decine di feriti. L’attacco è stato rivendicato dal gruppo Tehrik-i-taliban Pakistan (Ttp, i taliban pachistani). Anche in questo caso, il Pakistan ha puntato il dito verso Kabul, accusando i talebani afgani di essere i registi degli atti terroristici.
Il 20 ottobre i due Paesi hanno firmato una tregua fragile, a rischio di distruzione.


